Oggi, 1° novembre, si celebra il World Vegan Day, vale a dire la giornata dedicata a tutti coloro che scelgono il veganesimo e, dunque, a coloro che non consumano prodotti di origine animale, optando per una dieta vegana. Questa giornata mondiale è stata istituita nel 1994 in UK per celebrare il cinquantesimo anniversario della Vegan Society fondata nel 1944 con l’obiettivo di prendere le distanze dal vegetarianesimo e sottolineare come i vegani, non solo non mangiassero carne, ma non consumassero neanche alcun prodotto di derivazione animale.
È riconosciuto quanto una dieta vegana abbia innumerevoli benefici per la salute in generale. Sorge spontaneo chiedersi se possa avere benefici ed effetti positivi anche per la fertilità. Certamente, e non è un segreto, il cibo che mangiamo ha un impatto sul nostro corpo e sul nostro senso di benessere e pertanto influirà anche sulla fertilità e sulla capacità di rimanere incinta. Se può influire in maniera positiva o negativa desta ancora qualche dubbio. Secondo alcuni studi, infatti, adottare una dieta vegana può avere degli impatti positivi sul concepimento, secondo altri invece potrebbe creare dei problemi.
In ogni caso, il consiglio è di assumere sempre integratori alimentari per la fertilità in grado di introdurre elementi naturali che dovrebbero essere normalmente introdotti con una dieta equilibrata. Vediamo adesso quanto una dieta vegana possa migliorare o meno la fertilità di coppia.

Una dieta a base vegetale è la scelta migliore per incrementare la fertilità?

Uno studio della Harvard School of Public Health1 ha messo in luce che l’infertilità ovulatoria è quasi il 40% più probabile nelle donne che mangiano più proteine animali rispetto a quelle che ottengono la maggior parte delle loro proteine da noci, soia e fagioli. Anche un altro studio2 ha scoperto che l’assunzione di una porzione di carne (carne rossa o pollame) al giorno è associata a un maggiore rischio (circa il 32%) di infertilità ovulatoria. Ciononostante, uno studio condotto nei Paesi Bassi ha evidenziato come la carne, in particolare pollame, fosse l’unico gruppo alimentare tra quelli analizzati che migliorava direttamente la fertilità.3
La carne è sicuramente un’ottima fonte di proteine e di altri nutrienti essenziali tra cui zincoferro e vitamina b12 che sono vitali quando si vuole procreare. Tuttavia, è stato dimostrato che la carne può aumentare l’esposizione agli ormoni e agli antimicrobici4. È stato anche evidenziato come l’effetto negativo del consumo di carne rossa sulla fertilità possa essere dovuto all’aumento degli AGE4, ovvero gli Advanced Glycation End-products. Con l’acronimo AGE si indicano tutti quei composti chimici che si generano quando gli zuccheri si combinano con le proteine o con i grassi attraverso un processo che viene chiamato glicazione avanzata. La carne è particolarmente soggetta alla formazione di AGE durante il processo di cottura. Alcuni studi6 hanno scoperto come l’accumulo di AGE possa essere associato a una minore probabilità di gravidanza.

Sicuramente non ci sono prove sufficienti per affermare che eliminare la carne e seguire una dieta interamente a base vegetale sia la scelta migliore per incrementare la fertilità, ma indubbiamente assumere più proteine vegetali non può che portare benefici anche in termini di fertilità.

Può una dieta vegana influire negativamente sulla fertilità?

Si è detto che seguire una dieta vegana può portare benefici alla salute, ma è vero che questo significa anche rischiare di avere alcune carenze nutrizionali che possono influire negativamente sulla fertilità, quando si cerca di concepire.
Per esempio, iniziare una dieta vegana significa rischiare di avere una carenza di vitamina b12 così come di vitamina A. Entrambe svolgono un ruolo essenziale nel processo di concepimento.
La vitamina A è importante sia nella riproduzione maschile sia in quella femminile. Negli uomini, la vitamina A aiuta il corpo a produrre sperma sano favorendo la spermatogenesi. Nelle donne, la vitamina A non è solo parte integrante della produzione di un ovulo sano, ma anche dello sviluppo fetale durante la gravidanza.  Quando si segue una dieta vegana rigorosa, non è possibile ottenere livelli sufficienti di vitamina B12 e di vitamina A per sostenere la fertilità.

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Inoltre, le diete vegane sono prive di colesterolo. Il colesterolo si trova solo negli alimenti di origine animale e anche se è molto diffusa la convinzione che il colesterolo sia pericoloso, quest’ultimo è essenziale per una produzione ormonale ottimale7. Una ricerca ha messo in luce come le donne che mangiavano latticini a basso contenuto di grassi avevano più del doppio delle probabilità di soffrire di disturbi ovulatori rispetto a quelle che mangiavano latticini interi8. Questo sempre per sottolineare quanto sia importante il ruolo che svolge il grasso animale sulla fertilità.
Inoltre, eliminando tutti gli alimenti di origine animale, si rischia di diventare anche carenti di ferro, zinco e iodio.
Gli alimenti vegetali, come gli spinaci o altre verdure a foglia verde, sono una fonte di ferro non eme; a differenza della carne (in particolare fegato e/o carne rossa), ricca di ferro eme, che viene assorbito più facilmente.9

Sappiamo che il mantenimento di sufficienti riserve di ferro è fondamentale per la salute e per la fertilità; d’altronde, la sua carenza può contribuire alla menorragia, ossia il forte sanguinamento mestruale, all’anemia da carenza di ferro e ad una varietà di altri problemi di salute. Mantenere riserve sufficienti di ferro è importante quando si vuole concepire, anche e soprattutto perché il fabbisogno di ferro aumenta significativamente durante la gravidanza.

Anche lo zinco svolge un ruolo determinante nella normale funzione ovulatoria e nella fertilità10. Simile al ferro, le fonti animali di zinco, come carne rossa e/o frutti di mare, sono assorbite più facilmente rispetto alle fonti vegetali11. Zinco e ferro sono due nutrienti noti per essere inferiori negli individui che adottano una dieta vegana. Questo è di particolare importanza quando si pianifica una gravidanza, poiché il fabbisogno di entrambi, come di tutti gli altri nutrienti, aumenta notevolmente.

Come precedentemente accennato, esistono posizioni discordanti circa la validità di adottare una dieta vegana per migliorare la fertilità. Ciò che è certo è che qualora si decida di iniziare una dieta vegana per ottimizzare la fertilità, occorre strutturare le scelte dietetiche in modo da soddisfare sempre le proprie esigenze nutrizionali. Quando si opta per una dieta nota per essere carente di determinanti nutrienti, è necessario essere vigili e scrupolosi. Se ci si ritrova ad affrontare problemi di fertilità problemi di ciclo mestruale, occorrerebbe considerare se una dieta vegana possa contribuire o meno a tali problemi.

Naturalmente, il consiglio è di condividere questa scelta con il proprio medico curante o un nutrizionista e di rivolgersi a loro anche in caso di eventuali problemi o disturbi.

1www.health.harvard.edu/blog/fertility-and-diet-is-there-a-connection-2018053113949 Fertility and diet: Is there a connection?
2pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18226626/ Protein intake and ovulatory infertility
3pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20189169/ The preconception Mediterranean dietary pattern in couples undergoing in vitro fertilisation/intracytoplasmic sperm injection treatment increases the chance of pregnancy
4www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3834504/ Risk Assessment of Growth Hormones and Antimicrobial Residues in meat
5www.rbmojournal.com/article/S1472-6483(15)00148-0/fulltext The impact of food intake and social habits on embryo quality and the likelihood of blastocyst formation.
6pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21233108/ Advanced glycation end-products
7pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15583024/ Overview of steroidogenic enzymes in the pathway from cholesterol to active steroid hormones
8pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17329264/ A prospettive study of dairy foods intake and anovulatory infertility
9pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/5766781/ Food iron absorption: a comparison of vegetable and animal foods
10pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22147014/ Zinc depletion causes multiple defects in ovarian function during the periovulatory period in mice
11academic.oup.com/ajcn/article/78/3/633S/4690005 Oxford Academic- Bioavailability of iron, zinc, and other trace minerals from vegetarian diets

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