Oggi 17 novembre si celebra la Giornata Mondiale dei Prematuri, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica su tutti quei bambini partoriti prima di 37 settimane di gestazione.
Il neonato prematuro, a seconda di quando è nato, potrebbe possedere organi immaturi ossia non pronti per funzionare al di fuori dell’utero.
I prematuri sono poi ulteriormente classificati in:

  • Estremamente prematuri (partoriti prima di 28 settimane di gestazione)
  • Molto prematuri (partoriti fra la 28a e prima della 32a settimana di gestazione)
  • Moderatamente prematuri (partoriti fra la 32a e prima della 34a settimana di gestazione)
  • Pretermine tardivi (partoriti fra la 34a e prima della 37a settimana di gestazione)

Questa condizione spesso è stata associata alle tecniche di fecondazione assistita, perché sembra che ci sia un considerabile aumento del parto pretermine nelle gravidanze che vengono ottenute per mezzo della procreazione assistita.
In ambito scientifico, questa tesi è stata supportata da molti studiosi che hanno considerato le tecniche di PMA come una delle cause del sopraggiungere di un parto prematuro creando, in tal modo, ansie e preoccupazioni spesso insensate in tutte le coppie che dovevano affrontare questo percorso per arrivare al concepimento.
Bisogna, infatti, considerare che spesso nell’ambito delle PMA il parto prematuro è stato calcolato e programmato dalla stessa equipe medica, magari perché la gravidanza è considerata, nello specifico, delicata e quindi a rischio.

Parto prematuro. Vanno indagati fattori genetici e salute dei genitori

A supporto di questa ipotesi interviene una ricerca finlandese pubblicata sulla rivista scientifica inglese Lancet1, da cui si evince che la causa di questi parti prematuri non è da ricercare tanto nella tecnica utilizzata per la procreazione quanto nella genetica e nella salute dei genitori.
I ricercatori hanno confrontato i dati di 1.245 coppie di fratelli nati tra il 1995 e il 2000: uno nato con il supporto della PMA e l’altro concepito naturalmente, notando che le tecniche con le quali si era arrivati alla gravidanza non sono statisticamente rilevanti ai fini della comparsa di problemi alla nascita.
Infatti, in collaborazione con i ricercatori dell’istituto Max Planck e della London School of Economics, hanno analizzato i dati per giungere alla conclusione che sono più rilevanti i fattori condivisi tra i fratelli che la nascita tramite PMA.
Secondo gli studiosi, ciò che va monitorato nel caso di un parto prematuro sono i fattori genetici e la salute dei genitori, così come lo stress psicologico causato dalla consapevolezza di vivere uno stato di scarsa fertilità.
Probabilmente il motivo stesso che spinge una coppia ad avvalersi delle tecniche di PMA può essere una concausa al verificarsi di un parto prematuro. Per esempio, l’endometriosi, che è un fattore di infertilità nella donna, può essere una causa di parto prematuro.
Difatti, Alice Goisis, una delle autrici dello studio ritiene che “La stessa fisiologia della ridotta fertilità gioca probabilmente un ruolo importante“, così come banalmente l’ordine di nascita dei bambini, sia molto importante: il 60% dei nati con PMA è costituito da primogeniti, soggetti a maggiori rischi alla nascita.
La conferma arriva anche da un’altra ricerca2 che ha esaminato i cambiamenti epigenetici – intesi come mutazioni superficiali spesso ereditabili e non permanenti, che non modificano la sequenza del DNA – di coppie di gemelli nati tramite FIVET assieme a quelli di gemelli concepiti in modo naturale.
I risultati dello studio non hanno mostrato differenze epigenetiche importanti nei gemelli concepiti con la fecondazione in vitro, ma soltanto piccoli cambiamenti epigenetici di impatto minore.
Utilizzando questo approccio, si è scoperto che i fattori ambientali specifici di ciascun gemello avevano più probabilità di influenzare i cambiamenti epigenetici rispetto a ciò che potrebbe fare la tecnica utilizzata per farli nascere.
I risultati di questa e di tante altre ricerche sul campo sono rassicuranti per i genitori che hanno usato la FIVET e per i bambini concepiti con questa tecnica, poiché suggeriscono che la procreazione assistita ha uno scarso impatto sui cambiamenti epigenetici e sulla salute futura.

Parto prematuro: cosa devono sapere i genitori?

Spesso i genitori di un bambino prematuro tendono a individuare se stessi o il partner come causa di questa situazione, rei di aver avuto un comportamento che può aver generato un parto prematuro.
Lottare contro questo è dura; tuttavia questi stessi genitori devono sapere che la maggior parte delle volte un bambino prematuro avrà un futuro normale, nonostante le difficoltà che deve affrontare nelle prime fasi della sua vita.

1 Fonte articolo Medically assisted reproduction and birth outcomes: a within-family analysis using Finnish population registers pubblicato il 23 marzo 2019 su Lancet (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30655015/).

2 Fonte: articolo DNA methylation changes at infertility genes in newborn twins conceived by in vitro fertilisation pubblicato il 24 marzo 2017 su Genome Medicine (genomemedicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13073-017-0413-5).

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