La lunga fase di lockdown è stata dura per tutti; forse un po’ di più per quelle coppie che si sono rivolte ai centri di procreazione assistita per cercare una gravidanza.
Le restrizioni, infatti, hanno colpito anche queste strutture, con conseguente sospensione di tutti i trattamenti non urgenti.
Lo stop ha riguardato sia la donazione di gameti sia i trattamenti di PMA in generale (con o senza donazione di cellule riproduttive).
Nonostante tutto, i centri di procreazione assistita hanno portato avanti le procedure già in corso e gli interventi urgenti, come la crioconservazione di gameti delle persone in procinto di sottoporsi a cure oncologiche dannose per la fertilità.
A tal proposito, va specificato che la crioconservazione di gameti non riduce la probabilità di successo del trattamento.
Con il progressivo allentamento delle misure restrittive, anche i centri di procreazione assistita hanno cominciato a programmare la riapertura delle attività, sottostando alle procedure di sicurezza dettate dalla Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), coadiuvata da esperti infettivologi e specialisti della fertilità.
Le procedure di sicurezza sono ancora più rigide per quei centri di procreazione assistita situati all’interno degli ospedali convertiti in centri per la gestione dell’emergenza coronavirus. Questo è il motivo per il quale non è stato possibile stabilire una data di apertura uguale per tutti i centri.
L’imperativo, naturalmente, è garantire la massima sicurezza sia alle coppie sia agli operatori dei singoli centri.

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Come gestire l’attesa della riapertura dei centri di procreazione assistita?

Per tutte quelle coppie che hanno iniziato il percorso, attendere la riapertura dei centri di procreazione assistita non è semplice, soprattutto per le donne oramai in là con l’età. Per questo motivo la S.I.R.U. ha messo a disposizione un supporto psicologico a distanza gratuito per aiutare le coppie a gestire l’ansia generata da questa situazione di attesa.
Sempre la S.I.R.U., per questa contingenza, ha spinto affinché i centri pubblici regionali potessero riaprire presto, in maniera tale da evitare alle coppie alla ricerca di gravidanza di spostarsi in altre regioni.
Questa attesa spasmodica della riapertura dei centri di procreazione assistita non deve generare nelle coppie l’ansia di voler raggiungere risultati nell’immediato, anche perché il percorso richiede tempo e serenità.
Infatti, è importante preparare il proprio organismo a questo tipo di percorso, integrando il corretto stile di vita e la sana alimentazione con un trattamento composto da integratori per la fertilità per un periodo di almeno 3 mesi: il tempo necessario affinché l’organismo reagisca alla supplementazione riportando l’equilibrio ossidativo a livello cellulare.

Regole per la riapertura dei centri di procreazione assistita

Come detto in precedenza, la riapertura dei centri di procreazione assistita avviene in maniera graduale e non omogenea in tutta Italia, anche perché è necessario far fronte a situazioni di differente gravità relativamente all’emergenza coronavirus.
La circolare del Centro Nazionale Trapianti e del Registro PMA dell’ISS rende obbligatoria la procedura di triage rivolta sia alle coppie che devono iniziare o completare un trattamento sia a tutto il personale operante nei centri PMA.
Tali attività permetteranno di individuare situazioni di rischio attuando le azioni necessarie a scongiurare eventuali pericoli.
Inoltre, per garantire l’apertura dei centri di procreazione assistita in completa sicurezza è necessario:

  • Aggiornamento delle procedure operative di contatto con i pazienti
  • Riorganizzazione degli spazi di accoglienza e attività
  • Indicazioni per il corretto utilizzo del dispositivi di protezione individuali
  • Attenzione nel valutare la presenza di possibili patologie che possano generare un decorso più grave nel caso di positività al Covid-19
  • Valutazione di sospendere il trattamento in caso di positività accertata da parte di uno dei componenti della coppia

Rispettando queste regole siamo sicuri da un lato, che i centri di procreazione assistita possano tornare a lavorare a pieno regime e, dall’altro, che le coppie alla ricerca della gravidanza possano riprendere con rinata speranza il proprio percorso verso la genitorialità.

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