Si può bere e fumare in gravidanza?

Chi si pone ancora la domanda “Si può bere e fumare in gravidanza?” deve sapere che non ci sono più dubbi: l’assunzione congiunta (e non) di tabacco e alcol nuoce al feto, tanto è vero che sono sempre più i ginecologi che consigliano alla gestante di interrompere qualsiasi uso, anche minimo, di tali sostanze.

Quali sono gli effetti di bere o fumare in gravidanza?

Molti studi già anni addietro hanno dichiarato che si può bere o fumare in gravidanza, ma ciò mette a serio rischio Sids (morte in culla) i neonati.
Inoltre, c’è da considerare anche che assumere nicotina significa esporre il feto a sostanze chimiche dannose, come carbone, nicotina, monossido di carbonio, che riducono a tutti gli effetti la quantità dei nutrienti disponibili per il feto stesso, con un aumento del rischio di problemi di crescita e di interventi medici richiesti alla nascita.

Se la mamma ingerisce alcol, invece, deve sapere che questa sostanza viene ripartita in misura uguale tra lei e il feto, con la differenza che, se la prima riesce a metabolizzarlo grazie al lavoro del fegato, il secondo non può farlo in quanto non ha ancora l’organo del fegato formato.
I rischi aumentano in caso di assunzione congiunta di queste sostanze.
Infatti, se vi siete mai chieste se si può bere e fumare in gravidanza, continuate la lettura per capirne i rischi collegati.

Si può bere e fumare in gravidanza, ma a quale prezzo?

Fino a qualche anno fa nessuno aveva considerato le conseguenze che l’assunzione di entrambe le sostanze in gravidanza hanno sulla vita del neonato.
Ci hanno pensato i ricercatori dell’Avera Health Center for Pediatric & Community Research di Sioux Falls, in Sud Dakota, che hanno studiato proprio questa ipotesi, dichiarando che chi ritiene che si può bere e fumare in gravidanza deve essere consapevole di esporre il proprio bambino a un elevato rischio di Sids, morte improvvisa e inspiegabile di un bambino di età inferiore a 1 anno.

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Si può bere e fumare in gravidanza? Vediamo cosa dice la ricerca

Lo studio è durato dal 2007 e il 2015 e si è concentrato su 2 aree del Sud Africa e 5 degli Stati Uniti, scelte per gli alti tassi di morte in culla e di utilizzo di alcol in gravidanza da parte delle gestanti.
I ricercatori hanno monitorato oltre 12mila gravidanze e in 28 casi si è riscontrato il tragico evento della morte in culla del neonato.

Andando a fondo nel percorso clinico delle mamme, si è scoperta una preoccupante e indicativa coincidenza che risponde in maniera categorica a chi si pone la domanda se si può bere e fumare in gravidanza: il rischio di Sids aumenta di 12 volte se le gestanti assumono insieme alcol e tabacco nei primi 3 mesi di gravidanza. “La probabilità di morte in culla aumenta di 5 volte se le mamme si limitano a fumare dopo il primo trimestre e di 4 volte se bevono soltanto”, sottolineano gli autori dello studio.

I risultati dello studio sono un’ulteriore conferma della validità dello stile di vita suggerito alle donne in gravidanza, che prevede tra le prime cose di smettere di bere e fumare per tutti e 9 i mesi di gestazione.
Oltre a queste cattive abitudini, è importante curare anche l’alimentazione, sfatando il falso mito per il quale chi ha una vita in grembo deve assumere cibo per 2.

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